Quando parliamo di alimentazione, ci viene spontaneo pensare a ciò che mettiamo nel piatto: calorie, proteine, carboidrati, vitamine. Tuttavia, la vera complessità inizia dopo il pasto, nel momento in cui i nutrienti vengono digeriti, assorbiti e trasportati all’interno dell’organismo. Non tutti i corpi funzionano nello stesso modo: esistono differenze legate a fattori biologici, ambientali, culturali e persino genetici. La variabilità individuale nell’assorbimento dei nutrienti è oggi uno dei temi più affascinanti della nutrizione moderna. Studiare come ciascuno di noi utilizza in modo diverso micro e macronutrienti significa comprendere meglio la complessità del corpo umano e il ruolo che lo stile di vita riveste nell’equilibrio quotidiano.
Che cosa significa “biodisponibilità”
La parola chiave di questo discorso è biodisponibilità: indica la quantità di un nutriente che, dopo l’ingestione, è realmente disponibile per essere utilizzata dalle cellule.
Un alimento può contenere una certa dose di vitamina o minerale, ma non è detto che l’organismo riesca ad assorbirla completamente. Molti fattori concorrono a determinarlo:
• il tipo di matrice alimentare,
• la presenza di altre sostanze che ne favoriscono o ne ostacolano l’assorbimento,
• lo stato fisiologico dell’individuo,
• le condizioni ambientali e lo stile di vita.
La biodisponibilità è quindi una misura che mette in relazione contenuto teorico di un nutriente e quota realmente utilizzata dall’organismo.
Micro e macronutrienti: due categorie fondamentali
Macronutrienti
I macronutrienti sono i principali fornitori di energia:
• Carboidrati: fonte primaria di glucosio, carburante immediato per cellule e cervello.
• Proteine: mattoni di tessuti, enzimi e ormoni.
• Grassi: riserva energetica concentrata e veicolo per vitamine liposolubili.
Micronutrienti
I micronutrienti, pur richiesti in quantità minori, sono indispensabili per il funzionamento cellulare:
• Vitamine: molecole essenziali in molte reazioni biochimiche.
• Minerali: coinvolti in trasmissione nervosa, equilibrio idrico, strutture ossee e molto altro.
La differenza principale sta nella quantità necessaria, ma entrambi — micro e macro — devono essere assorbiti e trasportati con efficienza per garantire il corretto funzionamento dell’organismo.
I meccanismi di assorbimento
Il viaggio dei nutrienti inizia nell’intestino, luogo in cui le molecole vengono scomposte e poi trasportate attraverso la mucosa intestinale. I carboidrati vengono trasformati in monosaccaridi (come il glucosio), che passano nel sangue grazie a specifici trasportatori.
Le proteine sono digerite in amminoacidi e piccoli peptidi, anch’essi assorbiti tramite meccanismi specializzati.
I grassi richiedono un processo più complesso: emulsione da parte della bile, formazione di micelle, assorbimento e ricostruzione dei trigliceridi prima di essere immessi nel sistema linfatico.
I micronutrienti hanno percorsi molto variabili: alcuni minerali competono tra loro per gli stessi canali, alcune vitamine necessitano di fattori di trasporto specifici.
Questo sistema non è identico per tutti: la ricerca dimostra come variabilità individuale e fattori ambientali possano cambiare l’efficienza con cui un nutriente attraversa queste “porte d’ingresso”.
Fattori che influenzano la variabilità individuale
1. Fattori genetici - Le varianti genetiche possono modulare la produzione di enzimi o trasportatori, influenzando la velocità o l’efficienza di assorbimento di alcune sostanze.
2. Fattori ambientali - L’esposizione al sole, la qualità dell’acqua, le abitudini alimentari tradizionali di una regione incidono sulla biodisponibilità.
3. Fattori legati allo stile di vita - Attività fisica, qualità del sonno e livello di stress influenzano indirettamente la capacità del corpo di utilizzare i nutrienti.
4. Interazioni alimentari - La combinazione degli alimenti nel piatto cambia le regole: alcuni abbinamenti favoriscono l’assorbimento, altri lo ostacolano.
Esempi divulgativi di variabilità
Vitamina D e luce solare - La sintesi cutanea di vitamina D varia in base alla latitudine, alla stagione, al colore della pelle e al tempo trascorso all’aperto.
Ferro eme e non-eme - Il ferro presente nella carne (eme) è più facilmente assimilabile rispetto a quello vegetale (non-eme). L’assorbimento del secondo migliora se assunto insieme a vitamina C.
Amido resistente - Alcuni carboidrati complessi diventano più o meno digeribili in base al tipo di cottura: raffreddare le patate o il riso aumenta la quota di amido resistente, che ha una digestione più lenta.
Polifenoli e antiossidanti - La presenza di fibre o di altre molecole può limitare l’assorbimento di polifenoli, nonostante siano abbondanti in certi alimenti.
Buone pratiche di stile di vita
Varietà alimentare - Alternare fonti diverse di macro e micronutrienti è la strategia più semplice per compensare le differenze individuali.
Equilibrio dei pasti - Combinare carboidrati, proteine e grassi nello stesso pasto favorisce una distribuzione armonica dell’energia.
Idratazione - L’acqua è il “mezzo di trasporto” universale: senza un apporto adeguato, anche i processi di assorbimento ne risentono.
Regolarità - Mangiare a orari abbastanza costanti e seguire una routine alimentare aiuta l’organismo a stabilizzare i propri ritmi.
Approfondimento: il ruolo delle fibre
Le fibre alimentari sono un caso speciale: non vengono digerite come gli altri nutrienti, ma influenzano fortemente il modo in cui carboidrati e grassi vengono assorbiti. Alcune fibre rallentano il transito, modulando la risposta energetica, altre favoriscono la fermentazione intestinale, generando composti che hanno effetti indiretti sul metabolismo.
Approfondimento: micronutrienti e trasporto
Calcio e fosforo competono per i canali di assorbimento.
Zinco e rame utilizzano meccanismi simili, per questo un eccesso di uno può ridurre la disponibilità dell’altro.
Vitamine liposolubili (A, D, E, K) necessitano di grassi per essere trasportate.
I limiti delle interpretazioni
Parlare di variabilità non significa poter predire con certezza come ogni individuo reagirà a un determinato alimento. Alcuni limiti importanti:
• La maggior parte degli studi si basa su campioni di popolazione, non su singoli individui.
• Le differenze osservate possono essere influenzate da decine di fattori esterni.
Non esistono schemi unici o “diete perfette” universali. Ridurre la complessità a slogan o soluzioni rapide rischia di creare false aspettative.
|
Nutriente |
Fattore che incide |
Esempio divulgativo |
|---|---|---|
|
Vitamina D |
Luce solare |
Sintesi cutanea diversa in estate/inverno |
|
Ferro non-eme |
Presenza vitamina C |
Legumi + agrumi → assorbimento migliore |
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Amido |
Tipo di cottura |
Riso freddo = più amido resistente |
|
Calcio/Fosforo |
Competizione canali |
Eccesso di fosforo può ridurre il calcio |
|
Vitamine liposolubili |
Grassi nella dieta |
Olio evo facilita assorbimento vitamina E |
Glossario utile
Biodisponibilità: quota di un nutriente effettivamente utilizzata dal corpo.
Amido resistente: frazione di amido che non viene digerita nell’intestino tenue.
VOC: composti organici volatili (non rilevanti qui, ma spesso citati in relazione a materiali).
SNP (polimorfismo a singolo nucleotide): variazione genetica che può influenzare l’attività di una proteina.
La variabilità nell’assorbimento e nel trasporto dei nutrienti ci ricorda che l’alimentazione è molto più di una semplice somma di calorie o grammi di sostanze. Ogni individuo interagisce in modo unico con i cibi che consuma, e questa unicità va rispettata e compresa con uno sguardo scientifico ma prudente.
Adottare uno stile di vita equilibrato, fatto di varietà alimentare, idratazione e regolarità, è un approccio semplice che valorizza le differenze senza semplificare eccessivamente la complessità dei meccanismi biologici.
Disclaimer
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