I Test Genetici con la Tecnologia più Avanzata al Mondo
I test genetici offerti da myGenetiX sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere personale e orientativo. I risultati non hanno valore clinico o diagnostico e non possono essere utilizzati per definire diagnosi, prescrivere terapie o sostituire il parere di un medico o di altri professionisti della salute qualificati.
Tutte le analisi sono effettuate in strutture di riferimento a livello internazionale, utilizzando le tecnologie più avanzate attualmente disponibili nel campo della genetica. I dati forniti hanno lo scopo di arricchire la consapevolezza individuale e possono rappresentare uno strumento utile per riflettere sul proprio stile di vita in un’ottica di prevenzione primaria, benessere, longevità e miglioramento personale.
Per ogni decisione relativa alla salute o all’alimentazione, è raccomandato rivolgersi sempre a un professionista sanitario.
Metotrexato (reazioni avverse)
Il metotrexato è considerato il farmaco cardine nel trattamento dell’artrite reumatoide e di numerose altre patologie autoimmuni infiammatorie, come la psoriasi, l’artrite psoriasica, la spondilite anchilosante e il lupus eritematoso sistemico. Nonostante sia stato inizialmente sviluppato come antineoplastico, il suo utilizzo a basse dosi in ambito reumatologico ha rivoluzionato la gestione delle malattie autoimmuni. Agisce principalmente come antimetabolita, bloccando enzimi coinvolti nel metabolismo del folato – in particolare la diidrofolato reduttasi (DHFR) – e interferendo così con la sintesi del DNA, dell’RNA e delle proteine. Questo porta a una ridotta proliferazione delle cellule immunitarie attivate, alla modulazione della risposta infiammatoria e a un miglioramento clinico significativo nei pazienti affetti da malattie reumatiche. Tuttavia, nonostante la sua efficacia clinica consolidata, l’esperienza terapeutica con metotrexato è spesso ostacolata da una notevole variabilità individuale nella risposta, sia in termini di efficacia che di tollerabilità. Alcuni pazienti mostrano un miglioramento rapido e duraturo dei sintomi, mentre altri non rispondono adeguatamente alla terapia o sviluppano effetti collaterali talvolta gravi, come epatotossicità, mielosoppressione, ulcerazioni mucose e disturbi gastrointestinali. In questo contesto, la farmacogenetica si è rivelata uno strumento prezioso per comprendere i meccanismi sottostanti questa eterogeneità e per guidare scelte terapeutiche personalizzate. Uno dei geni più studiati è MTHFR (metilentetraidrofolato reduttasi), che regola una tappa fondamentale nella conversione dell’omocisteina in metionina e nell’equilibrio del ciclo dei folati. Le due varianti più rilevanti di questo gene sono C677T e A1298C, entrambe associate a una ridotta attività enzimatica e a un accumulo di omocisteina. Nei pazienti portatori di queste varianti, l’efficacia del metotrexato può essere compromessa a causa della minore disponibilità di folati attivi, e al tempo stesso aumenta il rischio di tossicità legata allo stress ossidativo e alla disfunzione endoteliale. In particolare, i soggetti omozigoti per la variante 677T (genotipo TT) sono spesso più esposti a effetti collaterali epatici e mielotossici, e possono beneficiare di una supplementazione preventiva con acido folico o acido folinico. Anche altri geni del metabolismo dei folati influenzano la risposta al metotrexato. Il gene TYMS (timidilato sintasi), implicato nella sintesi di timidina necessaria per la replicazione del DNA, presenta varianti nel numero di ripetizioni tandem (VNTR) e nel sito di legame alla proteina regolatoria, che possono alterarne l’espressione e influenzare sia l’efficacia del farmaco sia il rischio di effetti collaterali gastrointestinali. Un’espressione aumentata di TYMS può rendere il metotrexato meno efficace, mentre una riduzione della sua attività può predisporre a una maggiore tossicità. Un altro gene rilevante è ATIC, che codifica per un enzima chiave nel metabolismo delle purine. La sua inibizione da parte del metotrexato è legata a una ridotta produzione di adenosina, una molecola con effetto anti-infiammatorio. Varianti funzionali del gene ATIC possono influenzare la risposta antinfiammatoria al farmaco, rendendo alcuni pazienti meno sensibili al trattamento. Dal punto di vista della farmacocinetica, il gene SLCO1B1, coinvolto nel trasporto epatico dei farmaci, ha un ruolo importante nella distribuzione e nell’eliminazione del metotrexato. Varianti come la rs4149056 (Val174Ala) possono ridurre l’assorbimento epatico del farmaco, determinando concentrazioni plasmatiche più elevate e, conseguentemente, un maggior rischio di tossicità sistemica. Nei soggetti portatori della variante Ala174, è stata osservata una maggiore incidenza di nausea, stomatite e epatotossicità. Infine, il gene DHFR, direttamente inibito dal metotrexato, presenta polimorfismi che possono alterare la sensibilità al farmaco, anche se l’evidenza clinica su questo aspetto è ancora in fase di approfondimento. Alcune varianti possono ridurre la risposta clinica alla terapia e richiedere dosaggi più elevati o la combinazione con altri farmaci biologici o immunosoppressori. L’approccio farmacogenetico consente quindi di prevedere la probabilità di efficacia e di reazioni avverse al metotrexato prima di iniziare la terapia, ottimizzando la scelta del dosaggio, valutando la necessità di supplementazione con folati, o orientando la selezione verso alternative terapeutiche nei pazienti a rischio. L’adozione di queste informazioni nella pratica clinica permette una gestione più sicura e personalizzata della malattia reumatica, contribuendo a migliorare l’aderenza terapeutica, ridurre gli eventi avversi e potenziare i risultati clinici a lungo termine.