I Test Genetici con la Tecnologia più Avanzata al Mondo

I test genetici offerti da myGenetiX sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere personale e orientativo. I risultati non hanno valore clinico o diagnostico e non possono essere utilizzati per definire diagnosi, prescrivere terapie o sostituire il parere di un medico o di altri professionisti della salute qualificati.

Tutte le analisi sono effettuate in strutture di riferimento a livello internazionale, utilizzando le tecnologie più avanzate attualmente disponibili nel campo della genetica. I dati forniti hanno lo scopo di arricchire la consapevolezza individuale e possono rappresentare uno strumento utile per riflettere sul proprio stile di vita in un’ottica di prevenzione primaria, benessere, longevità e miglioramento personale.

Per ogni decisione relativa alla salute o all’alimentazione, è raccomandato rivolgersi sempre a un professionista sanitario.

Metoprololo (Dosaggio)

Il metoprololo è un beta-bloccante cardioselettivo largamente impiegato nella pratica clinica per il trattamento di numerose patologie cardiovascolari, tra cui l’ipertensione arteriosa, l’angina stabile, lo scompenso cardiaco cronico a frazione di eiezione ridotta e la prevenzione secondaria dell’infarto del miocardio. Il suo effetto farmacologico si realizza attraverso l’inibizione selettiva dei recettori β1-adrenergici, localizzati principalmente a livello cardiaco, determinando una riduzione della frequenza cardiaca, della contrattilità miocardica e della gittata cardiaca. Ciò si traduce in un abbassamento della pressione arteriosa, in una ridotta richiesta di ossigeno da parte del cuore e in una migliore protezione contro eventi aritmici. Nonostante la sua efficacia sia ampiamente dimostrata in studi randomizzati e nella pratica clinica, esistono marcate differenze nella risposta terapeutica e nella tolleranza al metoprololo tra i pazienti. Alcuni ottengono un ottimo controllo della pressione e della frequenza cardiaca, con ridotti effetti collaterali; altri, invece, non rispondono adeguatamente o manifestano effetti indesiderati come bradicardia sintomatica, ipotensione marcata, vertigini, stanchezza o sintomi di insufficienza cardiaca. Una parte significativa di questa variabilità interindividuale è attribuibile a differenze genetiche, in particolare a polimorfismi nel gene CYP2D6, fondamentale per il metabolismo del metoprololo. Il CYP2D6 è un enzima del citocromo P450 che metabolizza circa il 70–80% della dose di metoprololo somministrata. Le varianti alleliche di questo gene determinano una differente capacità metabolica del farmaco e classificano i pazienti in quattro fenotipi principali: metabolizzatori ultrarapidi (UM), estesi (EM), intermedi (IM) e scarsi (PM). I soggetti UM, portatori di duplicazioni geniche attive, metabolizzano il metoprololo in modo estremamente rapido, con conseguente ridotta concentrazione plasmatica, efficacia subottimale e necessità di dosi più elevate o di farmaci alternativi. Al contrario, i soggetti PM presentano mutazioni che compromettono o annullano l’attività enzimatica del CYP2D6, determinando un accumulo del farmaco nel plasma e un aumento del rischio di tossicità dose-dipendente. In questi pazienti, anche dosi standard possono causare bradicardia clinicamente significativa, ipotensione, affaticamento marcato, ridotta tolleranza all’esercizio e, nei casi più gravi, sincope o blocco atrioventricolare. Nei metabolizzatori intermedi, l’effetto è attenuato ma comunque rilevante, soprattutto in combinazione con altri farmaci metabolizzati dallo stesso enzima o con inibitori del CYP2D6. Oltre al metabolismo, anche la sensibilità del target farmacologico può variare in base al patrimonio genetico. I geni ADRB1 e ADRB2, che codificano rispettivamente i recettori β1 e β2 adrenergici, presentano varianti funzionali che possono influenzare l’efficacia del metoprololo. Una delle varianti più studiate nel gene ADRB1 è Arg389Gly: l’allele Arg389 è associato a una maggiore attività recettoriale e a una risposta clinica più marcata al trattamento con beta-bloccanti. Al contrario, i portatori dell’allele Gly389 possono richiedere dosaggi più elevati o presentare una risposta terapeutica attenuata. L’allele Ser49Gly, anch’esso nel gene ADRB1, è stato associato a una diversa regolazione del numero di recettori espressi sulla membrana cellulare e può contribuire alla variabilità nella risposta, in particolare nei pazienti con insufficienza cardiaca trattati con beta-bloccanti per prevenire la rimodulazione ventricolare. Nelle linee guida internazionali, la genotipizzazione del gene CYP2D6 è oggi considerata utile per personalizzare il trattamento con metoprololo, soprattutto nei pazienti che presentano risposte cliniche atipiche, eventi avversi ricorrenti, o che richiedono una titolazione rapida e precisa della terapia per condizioni ad alto rischio, come l’insufficienza cardiaca congestizia o le aritmie ventricolari. Inoltre, nei pazienti che assumono contemporaneamente farmaci inibitori del CYP2D6 (come fluoxetina, paroxetina o bupropione), la genotipizzazione può guidare le scelte terapeutiche per evitare interazioni farmacocinetiche rilevanti. L’approccio farmacogenetico alla terapia con metoprololo rappresenta un esempio concreto di medicina di precisione in ambito cardiovascolare, con l’obiettivo di massimizzare l’efficacia del trattamento e minimizzare il rischio di reazioni avverse, garantendo al paziente una gestione più sicura e personalizzata.

Nomi commerciali

: Seloken® Lopresor® Metoprololo Teva® Metoprololo EG® Metoprololo Hexal®

Geni analizzati

: CYP2D6 ADRB1 ADRB2

Bibliografia

Johnson JA et al. Clinical Pharmacogenetics Implementation Consortium (CPIC) guideline for CYP2D6 and beta-blockers. Clin Pharmacol Ther. 2015 Bijl MJ et al. Influence of CYP2D6 polymorphisms on the pharmacokinetics and hemodynamic effects of metoprolol. Clin Pharmacol Ther. 2009 Pacanowski MA et al. Beta-adrenergic receptor genetic variants and beta-blocker treatment outcomes in hypertension. Clin Pharmacol Ther. 2008 Zineh I et al. Pharmacogenetics and cardiovascular drug therapy: past, present, and future. J Am Coll Cardiol. 2006