I Test Genetici con la Tecnologia più Avanzata al Mondo

I test genetici offerti da myGenetiX sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere personale e orientativo. I risultati non hanno valore clinico o diagnostico e non possono essere utilizzati per definire diagnosi, prescrivere terapie o sostituire il parere di un medico o di altri professionisti della salute qualificati.

Tutte le analisi sono effettuate in strutture di riferimento a livello internazionale, utilizzando le tecnologie più avanzate attualmente disponibili nel campo della genetica. I dati forniti hanno lo scopo di arricchire la consapevolezza individuale e possono rappresentare uno strumento utile per riflettere sul proprio stile di vita in un’ottica di prevenzione primaria, benessere, longevità e miglioramento personale.

Per ogni decisione relativa alla salute o all’alimentazione, è raccomandato rivolgersi sempre a un professionista sanitario.

Methotrexate in artrite reumatoide (Efficacia)

Il methotrexate è considerato il farmaco cardine nel trattamento dell’artrite reumatoide e di molte altre patologie autoimmuni croniche, grazie alla sua efficacia nel modulare l’attività immunitaria e nel rallentare la progressione del danno articolare. A basse dosi settimanali, viene utilizzato come immunomodulatore, con meccanismi d’azione che vanno ben oltre l’inibizione della proliferazione cellulare tipica dell’uso oncologico. La sua azione coinvolge in particolare la soppressione della produzione di citochine pro-infiammatorie, l’aumento della liberazione di adenosina e l’inibizione degli enzimi coinvolti nel metabolismo del folato. Tuttavia, l’uso del methotrexate è accompagnato da un’ampia variabilità nella risposta clinica tra i pazienti. Alcuni ottengono benefici significativi con pochi effetti collaterali, mentre altri risultano parzialmente o completamente refrattari, o manifestano tossicità importanti come epatotossicità, mielosoppressione, ulcere orali, nausea severa e fibrosi polmonare. La farmacogenetica rappresenta una chiave per spiegare almeno in parte questa variabilità interindividuale. Uno dei geni più studiati in questo contesto è MTHFR (metilentetraidrofolato reduttasi). Due varianti molto comuni, C677T (rs1801133) e A1298C (rs1801131), portano a una riduzione dell’attività enzimatica e alterano il metabolismo intracellulare dei folati. Nei pazienti portatori omozigoti della variante T o C, la detossificazione dei metaboliti del methotrexate risulta compromessa, con un aumento del rischio di tossicità, soprattutto epatica ed ematologica. Nei soggetti con queste varianti, può essere indicata una riduzione del dosaggio, una maggiore frequenza dei controlli ematochimici e una supplementazione di acido folico o folinico. Oltre a MTHFR, anche il gene ATIC (amidoimidazolo carboxamide ribonucleotide transformilasi) ha un ruolo centrale. Questo enzima è coinvolto nella sintesi de novo delle purine, e il methotrexate ne inibisce l’attività, contribuendo all’accumulo di AICAR e alla successiva soppressione dell’infiammazione tramite l’aumento della concentrazione di adenosina. Alcune varianti di ATIC, come rs4673993, sono state associate a una migliore risposta clinica, ma anche a una maggiore probabilità di eventi avversi, suggerendo che la sensibilità al methotrexate dipende da un bilancio delicato tra efficacia e tollerabilità. Il gene TYMS, che codifica per la timidilato sintasi, è un altro bersaglio indiretto del methotrexate. La sua attività regola la sintesi del DNA, ed è inibita indirettamente dal blocco dei folati attivi. Polimorfismi nel promotore del gene TYMS, come le ripetizioni tandem 2R/3R, influenzano la quantità di enzima disponibile e quindi l’effetto del farmaco. Varianti con espressione aumentata possono determinare una risposta ridotta, mentre quelle con espressione più bassa possono aumentare il rischio di tossicità. Un ulteriore gene rilevante è SLCO1B1, già noto per il suo ruolo nel trasporto epatico di molti farmaci, incluse le statine. In ambito reumatologico, è stato dimostrato che il trasportatore codificato da SLCO1B1 (OATP1B1) contribuisce alla captazione del methotrexate da parte degli epatociti. La variante SLCO1B1 c.521T>C (rs4149056), che riduce l’efficienza del trasportatore, è associata a una maggiore esposizione sistemica al farmaco e a un incremento del rischio di tossicità, in particolare a carico del fegato. Anche il gene DHFR (diidrofolato reduttasi), che rappresenta uno dei principali bersagli diretti del methotrexate, può essere soggetto a variazioni genetiche che alterano la sua sensibilità al farmaco. Sebbene l’impatto clinico delle varianti di DHFR sia ancora oggetto di studio, alcune di esse potrebbero contribuire alla resistenza al trattamento nei pazienti non responsivi. La valutazione di questi polimorfismi, singolarmente o attraverso pannelli combinati, rappresenta un passo verso una medicina reumatologica più personalizzata. Nei pazienti candidati a un trattamento cronico con methotrexate, soprattutto in presenza di comorbidità o precedenti effetti collaterali, il profilo farmacogenetico può offrire indicazioni utili per ottimizzare il dosaggio, scegliere la modalità di somministrazione (orale o parenterale) e impostare un piano di monitoraggio più preciso.

Nomi commerciali

: Orkambi®

Geni analizzati

CFTR

Bibliografia

Barry PJ, Mall MA, Alvarez A, et al.Tripla terapia per i genotipi Phe508del-Gating e -Residual Function della fibrosi cistica. N Engl J Med. 2021 Aug 26;385(9):815-825. Egan ME.Effects of Lumacaftor/Ivacaftor in a Pediatric Cohort Homozygous for F508del-CFTR. Am J Respir Crit Care Med. 2017 Apr 1;195(7):849-850. Labaste A, Ohlmann C, Mainguy C, et al.Variazioni della funzione polmonare acuta nella vita reale dopo la prima somministrazione di lumacaftor/ivacaftor in pazienti pediatrici con fibrosi cistica. J Cyst Fibros. 2017 Nov;16(6):709-712. Ratjen F, Hug C, Marigowda G, et al.Efficacia e sicurezza di lumacaftor e ivacaftor in pazienti di età compresa tra 6 e 11 anni con fibrosi cistica omozigote per F508del-CFTR: uno studio di fase 3 randomizzato, controllato con placebo. Lancet Respir Med. 2017 Jul;5(7):557-567.