Isteresi corneale
L’isteresi corneale rappresenta una proprietà biomeccanica dell’occhio che misura la capacità della cornea di assorbire e dissipare energia meccanica, riflettendo la sua elasticità e viscosità. Questo parametro, strettamente legato alla salute della cornea, viene rilevato attraverso strumenti che osservano come la cornea si deforma e ritorna alla forma originale in risposta a un getto d’aria controllato. In media, nei soggetti sani, l’isteresi corneale si attesta attorno ai 10,7 mmHg. Con l’avanzare dell’età, la cornea tende a irrigidirsi per via della modificazione delle fibre collagene che costituiscono lo stroma, riducendo così la sua capacità di assorbire energia. Questo parametro ha guadagnato importanza clinica in quanto è stato dimostrato che i soggetti con un’isteresi corneale più bassa presentano un rischio maggiore di sviluppare glaucoma, una delle principali cause di cecità irreversibile. Oltre a rappresentare un indicatore per la diagnosi precoce del glaucoma, l’isteresi corneale consente anche di valutare il rischio di progressione della malattia e la probabilità di perdita del campo visivo nel tempo. Anche se fattori come l’età e la pressione intraoculare possono influenzarne il valore, l’isteresi si conferma come un parametro affidabile nella pratica oftalmologica, in particolare per identificare soggetti a rischio elevato e per orientare decisioni terapeutiche personalizzate. Numero di varianti osservate 13,5 milioni di varianti Numero di loci di rischio 9 loci
