Gammopatia monoclonale di incerto significato
La gammopatia monoclonale di significato incerto (MGUS) rappresenta una condizione benigna che coinvolge le plasmacellule, cellule derivate dai linfociti B, e si manifesta con un aumento della proteina monoclonale chiamata anche componente M. Colpisce una percentuale compresa tra il 3% e il 5% degli individui sopra i 50 anni. Anche se si tratta di una patologia priva di sintomi, è caratterizzata da un’alterazione delle plasmacellule che porta alla produzione eccessiva di un singolo tipo di immunoglobulina. La componente genetica sembra essere rilevante, con una trasmissibilità ereditaria stimata attorno al 50%, ma i geni precisi coinvolti non sono ancora stati identificati e le cause rimangono in gran parte sconosciute. Altri elementi che possono influenzare la comparsa della MGUS includono il sesso, con una maggiore incidenza negli uomini, e l’etnia, poiché individui di origine africana o afroamericana mostrano una frequenza superiore rispetto a quelli caucasici. La MGUS è priva di manifestazioni cliniche evidenti, ma comporta un incremento della componente monoclonale nel sangue. Sebbene sia una condizione stabile nella maggior parte dei casi, in circa l’1% dei pazienti può evolvere ogni anno in forme tumorali più gravi, come il mieloma multiplo o altre neoplasie ematologiche. Inoltre, chi convive con la MGUS tende ad avere una maggiore predisposizione alla riduzione della densità minerale ossea, con un conseguente aumento del rischio di fratture spontanee o legate a traumi minori. Non esistono strategie preventive dirette per evitare lo sviluppo della MGUS, ma uno stile di vita salutare e controlli sanitari periodici permettono una diagnosi tempestiva e un’adeguata sorveglianza nel tempo. Anche se il pericolo di trasformazione in forme maligne rimane basso, esso persiste per tutta la vita del soggetto. La probabilità di progressione aumenta quando si riscontrano concentrazioni elevate della proteina M (superiori a 1,5 g/dL) e valori anomali di altre proteine sieriche, in particolare le catene leggere libere (FLC), frequentemente monitorate durante i follow-up clinici dei pazienti affetti da MGUS. Numero di varianti osservate 13,5 milioni di varianti Numero di loci analizzati 15 loci
