Frequenza cardiaca a riposo
La frequenza cardiaca a riposo rappresenta il numero di battiti con cui il cuore pompa il sangue necessario all’organismo in condizioni di completo riposo, senza sforzo fisico. I valori ritenuti nella norma variano generalmente tra 50 e 100 pulsazioni al minuto. Questo parametro è fortemente influenzato da fattori genetici ed è stato collegato alla longevità. Per frequenza cardiaca si intende il numero di contrazioni del cuore nell’arco di un minuto. Affinché il corpo funzioni in modo ottimale, il cuore deve mantenere un ritmo adeguato e costante. La frequenza può essere rilevata sia in condizioni di riposo sia durante attività fisica, a seconda dello scopo clinico. La misurazione a riposo deve essere effettuata mentre la persona è seduta o sdraiata, in uno stato di calma e lontano da recenti attività fisiche. I valori variano ampiamente da individuo a individuo e sono regolati da numerosi fattori come predisposizione genetica, livello di allenamento, stato emotivo, condizioni ambientali, postura, costituzione corporea, età, genere e uso di farmaci. In linea generale, una frequenza più bassa a riposo è indice di una migliore efficienza del sistema cardiovascolare e di una buona condizione fisica. Atleti ben allenati, ad esempio, possono avere valori anche inferiori ai 50 battiti al minuto. Tuttavia, livelli troppo bassi (bradicardia) o eccessivamente elevati (tachicardia) a riposo possono essere segno di disturbi e richiedere attenzione medica. Numero di varianti osservate 13,5 milioni di varianti Numero di loci di rischio 74 loci
