I Test Genetici con la Tecnologia più Avanzata al Mondo
I test genetici offerti da myGenetiX sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere personale e orientativo. I risultati non hanno valore clinico o diagnostico e non possono essere utilizzati per definire diagnosi, prescrivere terapie o sostituire il parere di un medico o di altri professionisti della salute qualificati.
Tutte le analisi sono effettuate in strutture di riferimento a livello internazionale, utilizzando le tecnologie più avanzate attualmente disponibili nel campo della genetica. I dati forniti hanno lo scopo di arricchire la consapevolezza individuale e possono rappresentare uno strumento utile per riflettere sul proprio stile di vita in un’ottica di prevenzione primaria, benessere, longevità e miglioramento personale.
Per ogni decisione relativa alla salute o all’alimentazione, è raccomandato rivolgersi sempre a un professionista sanitario.
Fentanyl (Efficacia)
Il fentanil è un analgesico oppioide estremamente potente, utilizzato in ambito clinico per il controllo del dolore acuto e cronico, nonché come anestetico in vari contesti chirurgici. Appartenente alla famiglia dei derivati fenilpiperidinici, agisce principalmente legandosi ai recettori μ-oppioidi, modulando così la percezione del dolore a livello del sistema nervoso centrale. L’effetto analgesico e sedativo si manifesta in tempi molto rapidi grazie alla sua elevata lipofilia, che ne facilita l’assorbimento nei tessuti nervosi. Rispetto alla morfina, il fentanil è circa 60-100 volte più potente. La sua liposolubilità accelera l’insorgenza dell’effetto (entro 1-3 minuti), ma favorisce anche la ridistribuzione del farmaco nei tessuti adiposi, riducendone la durata d’azione dopo somministrazioni singole. Tuttavia, in caso di somministrazione protratta, la molecola può accumularsi e comportarsi come un oppioide a lunga durata, con un’emivita plasmatica aumentata. A differenza di altri oppiacei, non provoca rilascio di istamina, un aspetto che contribuisce alla sua stabilità emodinamica in ambito anestesiologico. Nel trattamento del dolore oncologico e post-operatorio, la sensibilità individuale al fentanil varia considerevolmente. Alcuni pazienti sviluppano rapidamente tolleranza, il che comporta un incremento progressivo delle dosi necessarie per mantenere l’efficacia. La risposta clinica e l’insorgenza degli effetti collaterali possono essere influenzate dalla presenza di polimorfismi genetici. In particolare, il gene CYP3A4, che codifica per uno degli enzimi responsabili del metabolismo epatico del fentanil, gioca un ruolo chiave nella sua eliminazione. La variante *1G di questo gene può alterare la velocità di metabolizzazione, riducendo l’efficacia del farmaco e aumentando la necessità di aggiustamenti posologici. Il fentanil è controindicato nei soggetti con nota ipersensibilità al principio attivo o ad altri farmaci morfinomimetici. Non deve essere utilizzato in presenza di trauma cranico, pressione intracranica elevata o stato comatoso. Come tutti gli oppioidi potenti, presenta un rischio dose-dipendente di depressione respiratoria, che può manifestarsi anche in forma ritardata. In questi casi è indicata la somministrazione di un antagonista come il naloxone, sebbene il fentanil possa avere un’azione più prolungata rispetto all’antagonista stesso, rendendo necessarie dosi ripetute. Tra gli altri effetti indesiderati rientrano rigidità muscolare (soprattutto dei muscoli toracici), ipotensione, bradicardia, sonnolenza, nausea, vomito, prurito e, occasionalmente, fenomeni mioclonici non epilettici. L’uso prolungato può portare a dipendenza, mentre l’interazione con altri farmaci depressori del sistema nervoso centrale — inclusi anestetici, benzodiazepine, alcol e barbiturici — aumenta il rischio di sedazione profonda, ipoventilazione e coma. La prescrizione del fentanil deve essere attentamente valutata in pazienti con compromissione epatica, poiché l’alterata capacità metabolica può aumentare il rischio di accumulo. Lo stesso vale per pazienti già trattati con altri oppioidi, nei quali la tolleranza può richiedere dosaggi superiori rispetto a quelli standard.