Codeina (Dosaggio)
La codeina è un farmaco oppioide debole utilizzato per alleviare il dolore lieve o moderato e, in alcuni casi, come sedativo della tosse. Agisce legandosi ai recettori oppioidi μ (mu) nel sistema nervoso centrale, producendo un effetto analgesico. Tuttavia, la codeina è in realtà un profarmaco: per esplicare la sua azione, deve essere convertita in morfina attraverso un processo di demetilazione mediato principalmente dall’enzima epatico CYP2D6. La quantità di morfina prodotta varia da persona a persona a seconda del profilo genetico dell’individuo. Alcuni soggetti, detti metabolizzatori ultrarapidi di CYP2D6, convertono la codeina in morfina in modo molto efficiente, raggiungendo livelli ematici elevati anche con dosi standard, con conseguente aumento del rischio di effetti avversi gravi come sedazione eccessiva, depressione respiratoria, nausea, vomito, o nei casi più gravi, arresto respiratorio. Al contrario, i metabolizzatori lenti o poveri di CYP2D6 sono incapaci di convertire adeguatamente la codeina in morfina, ottenendo così uno scarso effetto analgesico. In questi pazienti, il farmaco risulta praticamente inefficace e non adatto alla gestione del dolore. L’identificazione del fenotipo metabolico può quindi essere fondamentale per decidere se prescrivere la codeina o optare per un analgesico alternativo più adatto. L’uso della farmacogenetica, attraverso l’analisi del gene CYP2D6, permette di personalizzare la terapia evitando somministrazioni potenzialmente pericolose o inutili. Questo è particolarmente importante nei bambini e nei pazienti anziani, che sono più vulnerabili agli effetti oppioidi e per i quali un dosaggio inappropriato può determinare conseguenze cliniche gravi. Le agenzie regolatorie internazionali, tra cui FDA ed EMA, raccomandano di evitare la somministrazione di codeina nei bambini sotto i 12 anni e nei soggetti con funzione respiratoria compromessa, a causa del rischio di tossicità legato alla variabilità genetica. Anche nei soggetti adulti, è consigliabile evitare l’uso della codeina senza prima conoscere il profilo genetico, soprattutto se si sospetta una risposta atipica al farmaco. Oltre al metabolismo, la codeina può causare tolleranza e dipendenza se utilizzata per periodi prolungati o a dosaggi superiori a quelli raccomandati. Nei pazienti con fattori di rischio genetici o clinici, è preferibile orientarsi verso molecole alternative con un profilo farmacologico più prevedibile.
