Chiarezza degli occhi
Il colore degli occhi è il risultato di un insieme complesso di fattori genetici e strutturali. La quantità, la densità e la distribuzione della melanina all'interno dell'iride giocano un ruolo determinante: una maggiore concentrazione si traduce in occhi più scuri, mentre una minore quantità è tipica degli occhi chiari. Oltre alla melanina, anche i fattori extracellulari influiscono sulla rifrazione e sull'assorbimento della luce, contribuendo ulteriormente alla colorazione finale. L'iride, la parte colorata che circonda la pupilla, regola l'ingresso della luce nell’occhio grazie alla sua capacità contrattile. La colorazione dell'iride dipende in larga misura dalla melanina presente nell'epitelio pigmentato e nella stroma: negli occhi marroni troviamo un'elevata quantità di eumelanina, mentre negli occhi chiari si osserva una minore presenza complessiva di melanina, con una proporzione relativamente più alta di feomelanina. Anche la diffusione della luce attraverso le strutture dell’iride influisce sulla tonalità percepita. Sebbene a livello globale il colore marrone sia il più diffuso, in Europa si registra una maggiore variabilità, con un’ampia diffusione di occhi chiari. Inoltre, il colore degli occhi può subire variazioni nel tempo: nei neonati, per esempio, il pigmento melanico è spesso poco sviluppato e può aumentare nei mesi successivi. Anche in età avanzata o in presenza di alcune patologie o trattamenti farmacologici possono avvenire modifiche nella pigmentazione oculare. Infine, numerosi studi hanno evidenziato correlazioni tra colore degli occhi e alcune condizioni mediche. Tra queste, una pressione intraoculare più elevata è stata osservata negli occhi scuri, mentre una pigmentazione ridotta sembra essere associata a un maggiore rischio di degenerazione maculare legata all’età. Numero di varianti osservate: 13,5 milioni Numero di loci analizzati: 52
