I Test Genetici con la Tecnologia più Avanzata al Mondo
I test genetici offerti da myGenetiX sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere personale e orientativo. I risultati non hanno valore clinico o diagnostico e non possono essere utilizzati per definire diagnosi, prescrivere terapie o sostituire il parere di un medico o di altri professionisti della salute qualificati.
Tutte le analisi sono effettuate in strutture di riferimento a livello internazionale, utilizzando le tecnologie più avanzate attualmente disponibili nel campo della genetica. I dati forniti hanno lo scopo di arricchire la consapevolezza individuale e possono rappresentare uno strumento utile per riflettere sul proprio stile di vita in un’ottica di prevenzione primaria, benessere, longevità e miglioramento personale.
Per ogni decisione relativa alla salute o all’alimentazione, è raccomandato rivolgersi sempre a un professionista sanitario.
Brivaracetam (Dosaggio)
Il brivaracetam è un antiepilettico di nuova generazione indicato per il trattamento delle crisi parziali con o senza generalizzazione secondaria, sia in monoterapia che come terapia aggiuntiva. La sua azione principale consiste nel legarsi con elevata affinità alla proteina vescicolare SV2A presente nelle terminazioni nervose, contribuendo a modulare il rilascio di neurotrasmettitori e ridurre l’eccitabilità neuronale tipica dell’epilessia. Rispetto ad altri antiepilettici, il brivaracetam presenta un meccanismo selettivo e un profilo farmacocinetico favorevole, con rapido assorbimento, buona biodisponibilità orale e un metabolismo prevalentemente epatico. Il principale enzima coinvolto nella sua trasformazione è CYP2C19, la cui attività può variare in base al patrimonio genetico individuale. Nei soggetti con una ridotta funzionalità di questo enzima (metabolizzatori lenti), i livelli del farmaco possono risultare più elevati, aumentando il rischio di reazioni indesiderate. Queste differenze interindividuali suggeriscono l’opportunità di monitorare attentamente la risposta clinica nei primi giorni di trattamento, adattando eventualmente il dosaggio per raggiungere l’equilibrio ottimale tra efficacia e tollerabilità. Anche l’associazione con altri farmaci che interferiscono con CYP2C19, come alcuni antidepressivi, antimicotici o inibitori di pompa protonica, può modificare l’eliminazione del brivaracetam e richiedere un aggiustamento terapeutico. L’analisi farmacogenetica può essere utile per identificare i pazienti a rischio di sovraesposizione o inefficacia, ottimizzando così la terapia sin dall’inizio. Nei soggetti con funzione enzimatica compromessa, può essere indicata una dose iniziale più bassa, con incrementi graduali in base alla risposta. Tra gli effetti collaterali più comuni associati al brivaracetam si annoverano sonnolenza, capogiri, affaticamento, irritabilità e, in alcuni casi, alterazioni del tono dell’umore o comportamenti aggressivi. Tali sintomi sono spesso dose-dipendenti e possono essere gestiti con una regolazione personalizzata della posologia. Nel complesso, il brivaracetam rappresenta una valida opzione terapeutica per il controllo delle crisi epilettiche focali, con buona tollerabilità e minore incidenza di effetti cognitivi rispetto ad altri antiepilettici. Tuttavia, la personalizzazione della terapia in base al profilo genetico ed epatico può contribuire a migliorare ulteriormente i risultati clinici.