I Test Genetici con la Tecnologia più Avanzata al Mondo
I test genetici offerti da myGenetiX sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere personale e orientativo. I risultati non hanno valore clinico o diagnostico e non possono essere utilizzati per definire diagnosi, prescrivere terapie o sostituire il parere di un medico o di altri professionisti della salute qualificati.
Tutte le analisi sono effettuate in strutture di riferimento a livello internazionale, utilizzando le tecnologie più avanzate attualmente disponibili nel campo della genetica. I dati forniti hanno lo scopo di arricchire la consapevolezza individuale e possono rappresentare uno strumento utile per riflettere sul proprio stile di vita in un’ottica di prevenzione primaria, benessere, longevità e miglioramento personale.
Per ogni decisione relativa alla salute o all’alimentazione, è raccomandato rivolgersi sempre a un professionista sanitario.
Atomoxetina (Dosaggio)
L’atomoxetina è un farmaco impiegato nel trattamento del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Si distingue dagli altri farmaci usati per l’ADHD perché non appartiene alla classe degli psicostimolanti e agisce come inibitore selettivo del reuptake della noradrenalina (NRI), con un effetto terapeutico prolungato e privo di rischio di abuso. L’atomoxetina viene metabolizzata principalmente attraverso l’enzima CYP2D6, e la velocità con cui viene eliminata dall’organismo può variare notevolmente tra gli individui a seconda del profilo genetico. I soggetti classificati come metabolizzatori lenti (poor metabolizers) per CYP2D6 mostrano una concentrazione plasmatica del farmaco fino a 10 volte più alta rispetto ai metabolizzatori rapidi o normali, aumentando di conseguenza il rischio di effetti collaterali. Questo può comportare la necessità di iniziare il trattamento con dosi più basse e di procedere con cautela nell’eventuale aumento. I metabolizzatori estesi e ultrarapidi, al contrario, possono metabolizzare il farmaco più rapidamente, riducendone la concentrazione ematica e potenzialmente l’efficacia clinica. La valutazione del profilo genetico può aiutare a personalizzare la terapia con atomoxetina, scegliendo il dosaggio più idoneo per ridurre il rischio di effetti indesiderati e massimizzare i benefici terapeutici. Le linee guida raccomandano un aggiustamento della dose in base alla tollerabilità individuale e alla risposta clinica, tenendo conto anche del peso corporeo, dell’età e dell’eventuale presenza di altre terapie concomitanti che interferiscono con il metabolismo del CYP2D6. I principali effetti collaterali legati all’uso di atomoxetina includono perdita di appetito, nausea, affaticamento, dolori addominali, secchezza delle fauci, vertigini, insonnia e tachicardia. In alcuni pazienti, soprattutto nei primi giorni di trattamento, possono comparire pensieri suicidari o comportamenti aggressivi: per questo motivo è richiesto un attento monitoraggio clinico, specialmente nei bambini e adolescenti. Inoltre, è necessario valutare attentamente la somministrazione nei soggetti con patologie cardiovascolari note o con familiarità per QT lungo, ipertensione o aritmie. L’atomoxetina è controindicata nei pazienti con glaucoma ad angolo chiuso e non è raccomandata durante la gravidanza, se non nei casi in cui il beneficio superi il potenziale rischio.