I Test Genetici con la Tecnologia più Avanzata al Mondo

I test genetici offerti da myGenetiX sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere personale e orientativo. I risultati non hanno valore clinico o diagnostico e non possono essere utilizzati per definire diagnosi, prescrivere terapie o sostituire il parere di un medico o di altri professionisti della salute qualificati.

Tutte le analisi sono effettuate in strutture di riferimento a livello internazionale, utilizzando le tecnologie più avanzate attualmente disponibili nel campo della genetica. I dati forniti hanno lo scopo di arricchire la consapevolezza individuale e possono rappresentare uno strumento utile per riflettere sul proprio stile di vita in un’ottica di prevenzione primaria, benessere, longevità e miglioramento personale.

Per ogni decisione relativa alla salute o all’alimentazione, è raccomandato rivolgersi sempre a un professionista sanitario.

Atazanavir (Reazioni avverse)

L’atazanavir è un inibitore delle proteasi di HIV-1 usato nel trattamento delle infezioni da virus dell’immunodeficienza umana (HIV), solitamente in associazione ad altri farmaci antiretrovirali. L’atazanavir blocca l’attività dell’enzima proteasi dell’HIV, impedendo la maturazione delle particelle virali e rendendole non infettive. Fa parte della classe dei farmaci antiretrovirali utilizzati nella terapia HAART (Highly Active Antiretroviral Therapy). L’atazanavir è metabolizzato primariamente dal citocromo CYP3A4, ma la sua esposizione sistemica può essere fortemente influenzata da varianti genetiche del gene UGT1A1, che regola il metabolismo della bilirubina. Le persone con polimorfismi del gene UGT1A1, specialmente gli omozigoti per l’allele *28, presentano un rischio maggiore di sviluppare iperbilirubinemia non coniugata, che si manifesta clinicamente con ittero, soprattutto nei primi mesi di trattamento. Questa condizione, sebbene reversibile e generalmente non pericolosa, può compromettere la qualità della vita del paziente e condurre alla sospensione o sostituzione del trattamento. La valutazione genetica può risultare utile prima di iniziare la terapia con atazanavir per identificare i soggetti predisposti a sviluppare questa reazione avversa. La frequenza dell’allele *28 varia a seconda dell’etnia, con una maggiore prevalenza nei soggetti di origine africana e una minore incidenza in popolazioni asiatiche. L’identificazione di questi pazienti è particolarmente rilevante quando l’aspetto estetico legato alla comparsa di ittero può generare disagio psicologico o preoccupazioni infondate. Altri effetti collaterali associati al trattamento con atazanavir includono nausea, mal di testa, dolori addominali, vomito, eruzioni cutanee, parestesie, capogiri, aumento della creatinina e delle transaminasi epatiche. Il farmaco può anche influenzare la funzionalità cardiaca prolungando l’intervallo PR all’elettrocardiogramma, soprattutto in soggetti con predisposizione. Inoltre, la co-somministrazione di atazanavir con altri farmaci metabolizzati dal CYP3A4 può portare a significative interazioni farmacologiche, rendendo necessario un monitoraggio attento e l’aggiustamento delle dosi. L’uso concomitante con induttori enzimatici può ridurne l’efficacia terapeutica.

Nomi commerciali

Reyataz®

Geni analizzati

UGT1A1

Bibliografia

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